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Finiti gli effetti della voluntary sulle sos

Il Uif comunica che nel primo semestre le segnalazioni legate alla collaborazione volontaria sono state 1'393, contro le 3'800 del 2017 e le 21'098 del 2016

03/10/2018

In tema di SOS gli strascichi della voluntary disclosure del 2015 sono davvero marginali. Ciò significa che la stragrande maggioranza di operazioni sospette ricevute dal Uif non riguarda più la collaborazione volontaria.

Stando a quanto comunicato dall’Unità d’informazione finanziaria, nel primo semestre le segnalazioni pervenute sono state 49'376, in linea con le cifre dell’anno scorso. Tuttavia se nel 2017 le sos legate alla voluntary sono state 3'800, quest’anno se ne sono contate solo 1'393. Se si considera che nel 2016 queste erano pari 21'098, ovvero il 21% del totale, è chiaro che gli effetti della sanatoria sull’antiriciclaggio si starebbero, com’è normale, assorbendo.

I dati pubblicati dall’Uif nei suoi quaderni dicono che nel periodo in rassegna le segnalazioni relative esclusivamente ai sospetti di riciclaggio sono state 47'319, in aumento del 5,3%, mentre solo 659 quelle legate al finanziamento del terrorismo, queste addirittura in rialzo del 38,7%.

Sono numeri incoraggianti dato che mai in un semestre si è visto così tanto zelo in quanto a segnalazioni. L’aumento di queste ultime, infatti, si deve alla maggior cooperazione delle diverse categorie finanziarie al di là delle banche.

Enorme contributo è stato dato dai professionisti le cui sos sono incrementate da 2.223 a 2.458 nel giro di un anno. A fare la parte del leone, però, sono stati i notai, con una crescita degli alert da 1'888 a 2'176; anche i commercialisti hanno fatto la loro parte con un rialzo da 100 a 169 segnalazione.

L’aumento più sensibile è stato segnato dagli istituti di pagamento e dai punti di contatto di prestatori di servizi di pagamento comunitari con una incremento complessivo del 51%.


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