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V direttiva: il 10 novembre arriva il decreto

Tra pochi giorni in vigore il d.lgs 125/2019 che recepisce l'ultima direttiva europea. Ampliata la platea dei soggetti obbligati e verifiche piĆ¹ serrate

05/11/2019

È il 10 novembre c.m. il giorno X in cui entrerà in atto il d.lgs 125/2019 meglio conosciuto come quinta direttiva antiriciclaggio. Recependola, l’ordinamento italiano mira a perfezionare ed ampliare i dettami e gli obblighi per la prevenzione del reimpiego dei capitali illeciti e di finanziamento del terrorismo.

Se si analizzano le puntualizzazioni e le migliorie, la vecchia 231/07 che ha accompagnato negli anni gli addetti ai lavori è davvero obsoleta.

Innanzi tutto, l’upgrade della norma prevede un’estensione dei destinatari degli obblighi. Oltre agli intermediari finanziari e ai professionisti saranno esposti all’onere di adeguata verifica nuove categorie tra cui i commercianti opere d’arte e d’antiquariato che fungono anche da intermediari; gli agenti d’affari e immobiliari sempre considerati nel loro ruolo di intermediari; i prestatori di servizi di portafogli digitali e i cambiavalute di divise digitali.

Investiti di nuove responsabilità sono proprio i professionisti, vale a dire avvocati, notai commercialisti, che dovranno pubblicare una relazione annuale dettagliata attraverso i propri organismi di autoregolamentazione. Tali report dovranno annoverare il numero delle misure prese nei confronti degli iscritti, sanzionatorie e non, emesse nel precedente anno solare; la quantità di segnalazioni sospette da inoltrare alla Uif; la quantità e il tipo di provvedimenti presi nei confronti degli iscritti in presenza di violazioni gravi, ripetute e sistematiche degli obblighi di adeguata verifica, segnalazione e conservazione della documentazione.

Per quanto riguarda l’adeguata verifica, essa dovrà essere rafforzata da parte degli intermediari finanziari che hanno a che vedere con clientela legata a Paesi ad alto rischio riciclaggio o finanziamento del terrorismo. Per prima cosa dovrà essere verificato che le succursali aperte in altri Stati membri onorino le leggi nazionali in materia. Nel caso in cui le filiali abbiano sede in Paesi terzi ad elevato rischio, sarà doveroso valutare se applicare misure rafforzate di adeguata verifica attraverso controlli periodici e raccolte supplementari d’informazioni. Dal canto suo l’autorità di vigilanza ha il diritto di controllare i comportamenti delle capogruppo attraverso provvedimenti, nonché avviare ispezioni, che potranno essere rivolte anche solo ad alcune affiliate delle stesse.

Con il recepimento della quinta direttiva le autorità di vigilanza in materia di antiriciclaggio potranno richiedere assistenza alle omologhe di un altro Stato che, a loro volta, avranno il consenso di compiere accertamenti presso gli intermediari bancari e finanziari controllati o le succursali del gruppo, stabiliti nel territorio di detto Stato.

C’è poi il capitolo relativo al titolare effettivo, da sempre cruccio dei responsabili compliance. Il recepimento della nuova direttiva individua come titolare effettivo i fondatori se in vita; i beneficiari chiaramente individuabili; i rappresentanti legali, di direzione e amministrazione.

Last but not least, la Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo potrà far affidamento sul Nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di finanza.


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